17/09/2021
Tarli del legno i nemici (quasi) invisibili

Tarli del legno: i nemici (quasi) invisibili

I tarli del legno sono animaletti molto insidiosi, in grado di attaccare parquet, travi, moraletti e strutture fisse e di produrre danni anche ingenti. In questo articolo ci occuperemo dei tarli del legno: come riconoscerli per poi essere in grado di eliminarli, grazie alle indicazioni degli Specialisti della Disinfestazione.
È infatti fondamentale capire con quale tipologia di tarlo ci dobbiamo confrontare, così da scegliere la disinfestazione da attuare per eliminare questo problema definitivamente.
Ma è importante anche essere a conoscenza del ciclo biologico dei tarli e conoscere le condizioni che ne favoriscono la proliferazione e lo sviluppo, sapendo che la durata del ciclo vitale può variare a seconda della specie di tarlo e delle condizioni ambientali.

Come riconoscere i tarli del legno

Per cominciare è importante dire che i tarli scavano le loro gallerie all’interno del legno durante la loro fase larvale, quindi possiamo accorgerci della loro presenza notando la polverina in corrispondenza del legno (che si chiama rosura e corrisponde a piccoli ammassi di feci, non al legno rosicchiato come siamo portati a pensare); inoltre in alcuni casi è possibile udire il rumore notturno emesso dal tarlo nell’atto di rosicchiamento del legno.
È importante dire che i tarli sono coleotteri, hanno una struttura piccola e allungata di colore marroncino e sono dotati di ali che però non sono visibili quando l’insetto è a riposo. La loro diffusione avviene quando il singolo insetto (non in sciami) cerca individui del sesso opposto per riprodursi; un ambiente infestato è dunque caratterizzato dalla presenza di tarli adulti volanti, i quali non producono camminamenti terrosi e non lasciano tracce.

Le famiglie più diffuse

Le famiglie più diffuse dei tarli sono quelle degli Anobidi, dei Cerambicidi e dei Lictidi.

Tarli Anobidi

Sono tarli dalla colorazione rossastra- marrone scuro; i danni provocati dal loro sfarfallamento possono essere molto gravi, sia a livello strutturale che estetico e possono attaccare oggetti in legno, mobili, opere d’arte, travi e anche carta. La loro infestazione può diffondersi anche su altri oggetti presenti nella stessa stanza; il loro ciclo biologico dura 1-2 anni, ma può essere accelerato in ambienti particolarmente riscaldati. Inoltre, questi tarli pungono l’uomo causando dolore e anche reazioni allergiche.

Tarli Cerambicidi

Sono tarli abbastanza grandi, dotati di antenne piegate all’indietro; questi sono considerati i tarli più pericolosi, in quanto scavando le loro gallerie larghe e profonde, possono arrivare a ridurre in polvere il legno in tempi non troppo lunghi. È inoltre davvero difficile riuscire ad accorgersi della loro azione, se non quando ormai è troppo tardi e i danni sono ingenti: una sola larva può addirittura causare la rottura di una trave!
La durata del ciclo vitale di questi tarli può variare in base alla temperatura dell’ambiente, si parla di un periodo di 1-2 anni ma anche di 15-17.

Tarli lictidi

Questi sono piccolissimi e dalla colorazione rosso scuro o nero; le loro dimensioni non influiscono sui danni che sono in grado di provocare, che possono anche essere ingenti. Una stessa struttura in legno può essere infestata da più generazioni di questo tipo di tarli, si capisce quindi come risultino pericolosi per quanto riguarda mobili antichi o opere d’arte.
Il loro ciclo vitale dura circa un anno.

Come liberarsi dai tarli del legno

Ora è importante dire che nessun consiglio fai-da-te è in grado di debellare questi fastidiosi insetti; si consiglia sempre di contattare esperti della disinfestazione, i quali, dopo aver individuato la specie infestante, saranno in grado di attuare le corrette procedure in merito.
Riassumendo, possiamo identificare due procedure utili per eliminare i tarli: la prima consiste nel mettere il mobile o l’oggetto infestato all’interno di un pallone di PVC riempito di anidride carbonica, per circa 18 giorni.
La seconda consiste invece nell’innalzare al temperatura del legno colpito fino a 75°C tramite un emettitore di microonde.
Sono entrambi metodi molto ecologici ed efficaci, che però hanno bisogno di personale esperto per realizzarli.